Sono moltissime le persone che ancora oggi si dedicano alla scrittura, per passione o per lavoro. Scrivere, infatti, è in grado di condurre verso una sensazione di benessere personale, di instaurare legami più profondi sia con il proprio io che con gli altri individui. La scrittura, dopotutto, rappresenta un dono prezioso che ci facciamo. Alcuni abbracciano questa pratica perché hanno attraversato periodi difficili e desiderano conferire un significato alle proprie esperienze di sofferenza. Ma perché si scrive? E cosa riesce a donare la scrittura a chi ha questa grande passione?
Scrivere come cura personale
Spesso scrivere si configura come un autentico atto di auto-cura. Quando ci dedichiamo alla scrittura, ci prendiamo del tempo per noi stessi, sospendendo ogni altra attività per concentrarci esclusivamente su questo processo, che può durare soltanto dieci minuti o estendersi per un’intera ora, un tempo costituisce un prezioso dono che ci facciamo. La scrittura ci permette di fissare i ricordi e le impressioni legati alle nostre esperienze vissute: mentre plasmiamo le parole, stiamo effettivamente elaborando e cercando di comprenderne le sfumature, il perché di ciò che è accaduto, e le emozioni che tali eventi hanno suscitato in noi, indipendentemente che siano state emozioni positive o negative. Tutto questo è un profondo processo di introspezione che può, per sua natura, generare un effetto positivo.
Ma allora, ci si dedica alla scrittura per il proprio benessere? Non è possibile rispondere con certezza: la scrittura può essere vista come una forma di arte terapia, anche se spesso questa “terapia” prende il nome di “scrittura consapevole”, perché talvolta scrivere può guarirci o farci sentire meglio con noi stessi e con gli altri. Piuttosto, il liberare le emozioni e i pensieri attraverso la scrittura, o il tenere un diario personale rappresentano semplicemente modi validi per dedicare del tempo a noi stessi, per un breve lasso temporale, allontanando momentaneamente il mondo esterno e, soprattutto, per spegnere il pilota automatico del pensiero che incessantemente ci rammenta chi dovremmo essere, chi ci è stato imposto di essere, e come dovrebbero svolgersi le cose. I dettagli del futuro possono generarci paura, così come quelli del passato possono scatenare rimpianti. Possiamo quindi dire che la scrittura in sé non è in grado di produrre benefici: siamo noi, attraverso una pratica consapevole, che traiamo vantaggio da essa, spegnendo momentaneamente il rumore dei pensieri.
Scrittura terapeutica: i suoi innumerevoli benefici
Alcuni dei benefici riscontrabili includono: il miglioramento della funzionalità polmonare e del sistema immunitario, la riduzione della pressione sanguigna, il miglioramento dell’umore e del benessere psicofisico. Scrivere liberamente pensieri, sensazioni, emozioni, o situazioni quotidiane ci permette di prendere le distanze da ciò che ci circonda e di ricaricarci per un nuovo inizio, con la mente più rilassata e libera da qualsiasi pensiero negativo. La scrittura è infatti considerata una forma di arte terapia, un ottimo modo per dedicare del tempo a noi stessi, esplorare il nostro mondo interiore ed ascoltare ciò che abbiamo da dire: ci offre l’opportunità di esprimerci e stimolare la nostra creatività. Bastano pochi minuti al giorno per aiutarci a elaborare meglio le esperienze della giornata, affrontare con maggiore successo le sfide e sentirsi davvero in sintonia con ciò che viviamo e pensiamo.
Scrivere: un atto di coraggio e consapevolezza
La scrittura terapeutica è un’esperienza introspettiva che richiede grande fiducia in sé stessi e una volontà sincera di affrontare le sfide che possono persistere nel nostro essere da troppo tempo. Questo connubio tra “scrittura” e “terapia” è scelto appositamente per evidenziare l’obiettivo di questo processo: non solo riconoscere i blocchi interiori, ma soprattutto avere il coraggio e la forza di superarli, come spiegano molti psicologi. La scrittura ci assiste nella chiarezza espressiva, nel libero sfogo delle emozioni, nella condivisione delle esperienze e nelle relazioni con gli altri. Ci aiuta a liberare i pensieri dalla mente, a conferire loro una forma tangibile, a esaminarli attentamente, e a decidere se siano questioni di rilevanza o dettagli insignificanti. Inoltre, ci supporta nella definizione di obiettivi personali e professionali. Potremmo quindi dire che la scrittura e lo sviluppo dell’intelligenza emotiva sono fortemente interconnessi e hanno diversi aspetti in comune, cambia semplicemente il mezzo con il quale si raggiunge la consapevolezza.
Affrontare questo tipo di scrittura richiede una dose considerevole di coraggio, poiché ci si addentra in ricordi e situazioni dolorosi, spesso mai completamente elaborati e quindi in grado di influenzare negativamente il presente. Questo processo non è per nulla semplice né da prendere alla leggera. Scrivere offre la possibilità di allenare la mente: si impara mentre si scrive e si insegna contemporaneamente. È un’arte, ma anche una forma di conoscenza, una combinazione di logos e pathos. Le parole possono ferire profondamente, ma possono anche lenire le ferite. Chi legge può ricevere molto, ma chi scrive impara altrettanto. Scrivere è quindi un atto creativo che richiede concentrazione, autoconsapevolezza e la capacità di fare scelte precise per trovare le parole giuste con cui esprimere pensieri e sentimenti.
La scrittura come strumento di consapevolezza e cambiamento emotivo
Scrivere è un atto di consapevolezza che dà forma alle emozioni, permettendoci di osservarle dall’esterno e di non reprimere i nostri sentimenti. È un processo che richiede di distanziarsi dall’emozione vissuta durante l’evento per poterlo “formalizzare”. Mentre scriviamo, prendiamo le distanze e osserviamo, quindi potremmo dire che scrivere è agire e re-agire contemporaneamente. Anche nelle terapie cognitivo-comportamentali si utilizza la tecnica di scrittura, nel momento stesso in cui stiamo vivendo la situazione problematica (come, ad esempio, un disturbo alimentare o un attacco di panico).
Dobbiamo annotare immediatamente cosa è accaduto prima, i pensieri che ci attraversano, le emozioni che sperimentiamo e i comportamenti che seguono. Questo processo di auto-monitoraggio ci permette di prendere coscienza di ciò che alimenta il problema e, al contempo, ci offre la possibilità di apportare dei cambiamenti. Il semplice atto di fermarsi a scrivere ciò che accade nel momento stesso in cui avviene, invece di farlo successivamente, ci consente di non reagire automaticamente secondo gli stessi schemi che perpetuano il problema. Se desideri seguire un blog aggiornato su tutti i segreti della scrittura, ti consigliamo di visitare il blog della talentuosa scrittrice Alessandra Cotoloni. Originaria di Siena, la sua città natale e attuale residenza, Alessandra si è sempre distinta come una scrittrice appassionata di parole e storie. Il suo ingresso nella narrativa risale al lontano 2015 con il romanzo “L’anima sgualcita“, pubblicato dalla rinomata casa editrice Progetto Cultura. Nel 2017 è stata la volta di “Doppiopetto Blu“, un’opera edita dalla prestigiosa Pegasus Edition, seguita nello stesso anno da “Femmina terra“, un romanzo pubblicato dalle affiatate edizioni Betti. Il 2022 ha visto la pubblicazione del suo ottavo romanzo, “Bagasc”, grazie all’importante editore Armando Editore. Tuttavia, il culmine della sua carriera è stato raggiunto nel luglio del 2023, quando la casa editrice San Paolo ha dato alle stampe il suo ultimo capolavoro: “La Tessitrice“. Per rimanere costantemente aggiornato sui segreti della scrittura, ti invitiamo a esplorare il blog di Alessandra Cotoloni. Se desideri proporre collaborazioni o soddisfare la tua curiosità sulla scrittura, non esitare a contattare Alessandra Cotoloni via e-mail.




