La lettura ha il potere di arricchire le nostre vite e il nostro io interiore, tanto da cambiarci profondamente. A questo proposito, la biblioterapia, o libroterapia, rappresenta uno strumento complementare alla psicoterapia, utilizzato per stare meglio e aumentare la qualità della propria vita. Attraverso la selezione di libri appositamente scelti, si mira a agevolare e promuovere in chi legge una maggiore comprensione di sé stessi, della propria condizione esistenziale, e, in ultima analisi, la trasformazione del proprio essere. Tuttavia, è importante notare che la definizione di biblioterapia è un terreno scivoloso, poiché in Italia non gode del riconoscimento scientifico o accademico come disciplina a sé stante, a differenza di quanto accade all’estero, specialmente nei paesi anglosassoni. Nei prossimi paragrafi una panoramica sulla biblioterapia e sui suoi benefici.
Letteratura come laboratorio delle emozioni umane
La letteratura, da molto prima dell’emergere della psicologia, si è preoccupata di dare voce e significato alle sofferenze psicologiche. Attraverso la narrazione di storie, si esplorano le esperienze emotive e cognitive dei personaggi, delineando le conseguenze dei loro sentimenti e azioni. Pertanto, la letteratura offre un vasto terreno di analisi e confronto in merito alle emozioni e alle vicende umane. Leggere un libro implica dunque l’immersione in un mondo di emozioni intense e stimola la riflessione grazie alla capacità di identificarsi con i personaggi, i contesti e le vicende che essi vivono. Da questa prospettiva, l’utilizzo della letteratura può essere interpretato come l’esplorazione di uno spazio sperimentale in cui osservare le variazioni nella trama, i personaggi e le loro esperienze. Rappresenta una specie di laboratorio che consente di esplorare e analizzare le molteplici sfaccettature dell’emozionalità umana e le diverse manifestazioni dell’identità.
Definizione di biblioterapia
La lettura e la scrittura vengono spesso impiegate in contesti terapeutici per avviare il processo di riconoscimento e verbalizzazione delle proprie esperienze. Nei paesi anglosassoni, la biblioterapia viene utilizzata con successo da decenni come un valido supporto in diversi programmi di riabilitazione. L’essenza più profonda della biblioterapia implica un percorso in cui le pubblicazioni dell’autore divengono uno strumento di conoscenza, confronto e auto-scoperta, mediato da un facilitatore. Spesso, il facilitatore è uno psicoterapeuta o un professionista della salute mentale, anche se esistono percorsi di biblioterapia condotti in altri contesti che non richiedono necessariamente una laurea in questo campo. Allora, quando la lettura di un libro può davvero contribuire al processo di trasformazione? Perché un testo deve avere un impatto positivo, dovrebbe essere in grado di suscitare:
- L’apertura di nuove prospettive, sia dal punto di vista del significato che dell’esistenza, e nuove possibilità d’azione che possono avviare un processo di trasformazione positiva del Sé.
- La capacità di promuovere variazioni immaginative funzionali dell’io attraverso la connessione emotiva e l’identificazione.
La biblioterapia clinica si concentra sulla parte malata dell’individuo e richiede quindi una diagnosi e un piano di cura, compito del medico. D’altra parte, la biblioterapia dello sviluppo riguarda la parte sana della persona, compresa la sua capacità di affrontare i problemi da diverse prospettive, di individuare soluzioni inaspettate, di sviluppare empatia, di stimolare il pensiero laterale, di guardare sé stessi e gli altri da una prospettiva diversa. La biblioterapia è ancora un argomento poco conosciuto e spesso trattato in modo superficiale, ma è un approccio disponibile per una varietà di professionisti, sia medici che non. Ognuno di loro può utilizzare una vasta gamma di materiali narrativi per raggiungere obiettivi diversi. Quando si legge un libro, un testo poetico o un libro illustrato, solitamente si attraversano tre fasi:
- Identificazione
- Catarsi
- Introspezione
Ognuna di esse contribuisce a creare una vera e propria esperienza nella mente del lettore che lo porta a vivere quanto descritto dallo scrittore anche sotto forma di immagini. Il che, ha senza dubbio un potere anche dal punto di vista psicologico.
Come si applicano i principi della biblioterapia?
Scopriamo ora come applicare questi concetti alla biblioterapia. La biblioterapia, oltre ad essere guidata da un facilitatore, richiede anche la definizione di un obiettivo finale chiaro. Si tratta di un percorso terapeutico che può essere intrapreso sia in un contesto di terapia individuale (tra paziente e terapeuta), sia in un contesto di gruppo, dove la discussione con altre persone amplifica le opportunità di riflessione.
Esistono due tipologie principali di biblioterapia:
- La Biblioterapia Clinica, che è condotta da professionisti nel campo della salute mentale ed è rivolta agli adulti.
- La Biblioterapia Evolutiva, che si concentra sull’utilizzo dei libri e della narrazione per aiutare bambini e ragazzi. Questa forma di biblioterapia può essere praticata da genitori, insegnanti, librai e bibliotecari, e ha come obiettivo principale aiutare i giovani a connettersi con sé stessi e a esprimere le proprie esperienze e fasi di vita in modo più chiaro.
Crescita personale e biblioterapia
Il concetto di crescita personale ha origine nella psicologia umanistica di Maslow e Rogers, in particolare quando applicato ai gruppi. Oggi, questa idea si è diffusa al di fuori del campo strettamente psicologico, andando a fondersi con altre metodologie e dando vita a diverse modalità applicative. È importante distinguere tra il percorso di crescita personale che richiede un coinvolgimento psicologico esperto e quelle attività che promuovono l’evoluzione personale o di gruppo senza necessariamente richiedere competenze specifiche. Il concetto di crescita personale si articola in vari contesti oggi. Ne sentiamo parlare in molti campi diversi, e molte discipline si propongono di facilitarla. Una di queste discipline è la biblioterapia, in particolare la Biblioterapia dello Sviluppo. Questa forma di biblioterapia ha l’obiettivo di sviluppare al meglio i talenti della persona tramite l’utilizzo della letteratura. Conoscere la propria unicità, sapere quali sono le proprie capacità e imparare a coltivarle, scoprire ciò che possiamo imparare di nuovo e acquisirlo, osservare noi stessi e gli altri da prospettive diverse, apprendere un modo diverso di affrontare problemi e trovare soluzioni: tutto ciò e molto altro costituisce la crescita personale attraverso la biblioterapia. Se vuoi approfondire la tua conoscenza sulla biblioterapia, dai un’occhiata al blog di Alessandra Cotoloni, straordinaria autrice e architetto presso l’Amministrazione Comunale di Siena, la sua città natale e attuale dimora. Fin dall’infanzia, Alessandra ha coltivato una grande passione per la lettura e la scrittura, ma è nella narrativa che ha trovato il suo mondo.




