Viviamo in un’epoca complessa, in cui abbiamo raggiunto scoperte scientifiche e tecniche, nonché progressi nel campo degli studi umani, che potenzialmente possono migliorare la nostra qualità di vita. Tuttavia, leggendo in giro, spesso ci lamentiamo di un impoverimento intellettuale dell’umanità, persino in strati della società che sembrano istruiti. Questo porta molte persone ad affidarsi solo alla tecnologia e a credere alle notizie false, a cedere a chi fa più rumore, a inseguire un’efficienza che ci allontana dalla gioia e dall’autenticità della vita, o a dimenticare l’importanza di comprendere le ragioni degli altri, dei diversi, mettendoci nei loro panni. Ma c’è un rimedio, e potremmo trovarlo in una delle attività più antiche che l’umanità abbia mai creato, un’attività che sta vivendo una rivoluzione nella nostra nuova era digitale, con conseguenze che spesso sfuggono alla nostra immaginazione, e che pertanto richiedono una considerazione ancor più approfondita: la lettura.
Lettura nell’epoca digitale, la risposta della scienza
Come dimostrano le ricerche dei neuroscienziati, 6000 anni fa il nostro cervello ha acquisito la capacità di leggere e comprendere informazioni semplici. Nel corso del tempo, il nostro cervello ha imparato a decifrare informazioni molto più complesse, come interi libri. Questa capacità di lettura ha scatenato importanti processi intellettuali ed emotivi in noi, tra cui il ragionamento analogico, l’empatia, il pensiero critico e il potenziamento delle intuizioni. Tuttavia, gli studiosi mettono in guardia sul fatto che queste abilità connesse alla lettura potrebbero essere minacciate dalla lettura su piattaforme digitali.
In un contesto storico in cui online e offline non sono più mondi distinti e in cui l’innovazione digitale apre la strada a cambiamenti (e opportunità) sempre più grandi, è fondamentale concentrare la nostra riflessione, sia come adulti che come istituzioni educative, su come possiamo rendere le tecnologie strumenti di crescita invece che di esclusione o perdita di abilità. In altre parole, è essenziale promuovere la diffusione delle competenze digitali necessarie, che non si limitano alle conoscenze tecniche. Conoscenza, abilità e mentalità compongono il concetto di competenza digitale, che va oltre gli aspetti cognitivi e conoscitivi e comprende atteggiamenti e capacità personali, sociali e metodologiche, tra cui l’esercizio del pensiero critico e la capacità di affrontare la complessità della lettura.
L’assalto di informazioni
Questo enigma, come già menzionato precedentemente, non colpisce soltanto le fasce d’età più giovani, ma coinvolge l’intera popolazione. Infatti, la principale causa della nostra incapacità di leggere in modo approfondito è rappresentata dall’incessante assalto di informazioni, il quale determina un calo drastico del nostro livello di attenzione e concentrazione. Durante la lettura, ci ritroviamo in uno stato di frenesia e nervosismo. Pertanto, è imperativo costruire un nuovo modello cognitivo: dobbiamo comprendere come sviluppare lo stesso livello di attenzione sia per i mezzi di comunicazione tradizionali che per quelli digitali.
La lettura digitale: benefica o dannosa?
La lettura digitale è benefica o dannosa? È difficile affermare con certezza, basandosi su prove scientifiche, che i giovani leggano meno rispetto al passato (se intendiamo la lettura non solo come la fruizione di libri cartacei). Ciò che possiamo affermare con sicurezza è che la pervasività delle tecnologie ha alterato il modo in cui scriviamo e leggiamo (in modo più veloce e superficiale, ma con esperienze multimediali che arricchiscono l’esperienza). Inoltre, sono cambiati i dispositivi su cui leggiamo (smartphone e tablet) e il modo in cui vengono creati i contenuti.
La colpa è da attribuire agli schermi? Probabilmente no. Tuttavia, le circostanze in cui si legge svolgono un ruolo cruciale: leggiamo in movimento, in metropolitana, durante i momenti di inattività o mentre svolgiamo altre attività. I tempi dedicati alla lettura sono sempre più ridotti: spesso ci limitiamo a dare un’occhiata veloce allo schermo, raramente prendendoci il tempo necessario per una lettura profonda. Lo schermo digitale si adatta perfettamente a queste abitudini di consumo: è sempre disponibile, permette di richiamare il testo con un semplice clic e scorgerlo con un movimento del dito.
Scrivere nell’era digitale
La scrittura, nell’epoca digitale, si è notevolmente abbreviata, diventando più sintetica. Questo cambiamento è in gran parte dovuto ai dispositivi digitali, che richiedono brevità a causa delle limitate dimensioni dello schermo e della velocità di comunicazione richiesta. Tuttavia, questa tendenza verso la brevità ha influenzato la nostra abitudine a scrivere anche quando non è necessario essere così sintetici. La scrittura digitale offre anche nuove opportunità, e i sistemi educativi devono adattarsi a queste sfide. È fondamentale dunque trovare un equilibrio tra la tradizione e le nuove pratiche sociali. Dobbiamo preservare ciò che la tradizione ha da offrire senza demonizzare l’innovazione. Il progresso digitale non dovrebbe significare l’abbandono delle antiche forme di scrittura. La sfida sta nell’integrare il vecchio e il nuovo.
Si dice che il cervello in era digitale sia in grado di enfatizzare le informazioni, recuperarle rapidamente ed efficientemente, e generare molta attività, specialmente nei giovani. Tuttavia, ciò solleva la domanda su come preservare abilità cruciali come l’approfondimento, l’inferenza, il pensiero analogico e la contemplazione che sono garantite dalla lettura di libri tradizionali. Nella lettura online, l’attenzione è costante ma frammentata. Le distrazioni sono frequenti mentre si passa da un’informazione all’altra, e si sperimenta il multitasking e l’integrazione di diverse fonti di informazione. In modo sorprendente, anche i bambini possono annoiarsi di fronte a una vasta ricchezza di informazioni, probabilmente perché non hanno il tempo o la motivazione necessari per elaborare le informazioni in modo inferenziale, analitico e critico.
Come cambierà la lettura nel futuro?
Sebbene non si possa prevedere con certezza quale direzione prenderà l’uso sempre più diffuso delle tecnologie online, è fondamentale evitare che diventiamo sempre più simili alle macchine che utilizziamo. Nella formazione culturale dei bambini, è essenziale dedicare tempo alla lettura e non sovraccaricarli con eccessivi stimoli alternativi, come la televisione, i computer, i videogiochi e internet. Dobbiamo alimentare la loro curiosità per le novità, ma allo stesso tempo assicurare che abbiano una solida base di apprendimento attraverso le modalità tradizionali. Se vuoi sapere l’evoluzione della lettura in futuro non esitare a visitare il blog della talentuosa scrittrice Alessandra Cotoloni. E se desideri proporre collaborazioni o semplicemente soddisfare la tua curiosità sulla scrittura, non esitare a contattare Alessandra Cotoloni via e-mail.




